lunedì, marzo 15th, 2010

In Europa continua il dibattito sul gioco online

L’avvocato generale presso la Corte di Giustizia della Comunità europea Paolo Mengozzi ha espresso di recente un parere relativo al gioco online nello spazio comunitario europeo. Le sue dichiarazioni hanno sconvolto le certezze dei sostenitori di un mercato del gambling unico.

Secondo quanto affermato da Mengozzi, gli Stati membri dell’Unione non sono tenuti a riconoscere le licenze per il gioco concesse da altri Stati membri. I commenti di Mengozzi sono stati espressi in margine ad un caso che coinvolgeva il gruppo Carmen media. Il gruppo ha presentato un ricorso alla Corte di Giustizia europea per il suo riconoscimento come operatore legale da parte delle autorità tedesche.

Mengozzi ha sottolineato che il Trattato europeo per la libera circolazione dei beni e dei servizi non consente agli operatori il diritto di offrire liberamente i loro servizi ai clienti degli Stati membri dell’UE. Lui stima che, da un lato, uno Stato può, in certe condizioni, vietare il gioco d’azzardo online, e, in secondo luogo, imporre un monopolio statale sulle scommesse sportive.
Qualora l’opinione dell’Avvocato Generale non sia vincolante per la Corte di Giustizia Europea, essa ha un’influenza molto grande sui giudici.

L’esigenza di creare una normativa comune europea nel settore dei giochi diventa sempre più grande. Gli Europei dovrebbero poter sfruttare i benefici di un mercato unico e competitivo, bloccato dagli attuali monopoli vigenti in vari stati.

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