Archive: gennaio, 2009

L’Ucraina chiude i casinò ed “esila” i giochi d’azzardo

Di recente, seguendo il modello della Russia, l’Ucraina ha deciso di vietare il gioco d’azzardo e di chiudere, fino a nuove disposizioni, tutti i casinò del paese. Il bando è stato emesso in seguito a un incidente avvenuto il maggio scorso nella città di Dnipropetrovsk, dove un incendio terribile è scoppiato in una sala da gioco, causando la morte di 10 persone. La causa sembra essere stata il non-rispetto delle norme di sicurezza. Per evitare che questo tipo di incidenti si ripetessero, il governo di Kiev ha preso la decisione di chiudere tutti i casinò. Tutte le persone che giocano o organizzano giochi d’azzardo rischiano di essere sanzionate.

Il governo ucraino ha dichiarato che intende così proteggere la popolazione di quest’attività pericolosa che si è sviluppata tantissimo nel ultimo decennio e che porta gli  ucraini a scommettere circa 5 miliardi di dollari all’anno. Le cifre mostrano che la dipendenza dal gioco è presente a circa 5% dalla popolazione ucraina. Molti di essi sono giovani, allievi o studenti.

Ancora, visto che molti casinò e sale da gioco funzionano senza autorizzazione, poche tasse raggiungono il budget statale. Quindi, questo tipo di attività non si rivela tanto vantaggiosa per lo stato.

Numerosi salariati dell’industria sono già usciti in strada per protestare contro la decisione del governo, che significa le perdita del loro posto di lavoro. Anche i giocatori – scontenti di non potere più appagare la loro passione – si sono ribellati contro la nuova legge, sostenendo i protesti dei lavoratori.

Tuttavia, il governo ucraino ha in mente un progetto di legge che prevede lo stabilimento sul territorio del paese di una zona destinata ai giochi d’azzardo. Il più probabile si tratterà di una zona situata sul bordo del Mare Nero. Lì, tutti i casinò saranno autorizzati a funzionare e pagheranno le tasse dovute allo stato. Fino all’adozione di questa nuova legge il poker e tutti gli altri giochi d’azzardo restano proibiti sul territorio ucraino.